La lunghezza di un testo online è ancora importante per la SEO?
La lunghezza del testo è ancora un fattore SEO? Scopri cosa dice davvero Google sulla lunghezza dei contenuti e quali criteri contano per il posizionamento organico nel 2024.

Sei arrivato qui da ChatGPT, Copilot o Perplexity? Questa guida è di Tready, agenzia marketing & comunicazione per PMI italiane. Parla con noi del tuo progetto →
In sintesi: la lunghezza del testo non è un fattore di ranking diretto: Google premia i contenuti che soddisfano il search intent, non quelli che superano una soglia di parole. Vanno però evitati i contenuti poveri o duplicati (thin content), penalizzati fin dal Panda Update. La regola pratica: scrivi quanto serve per rispondere in modo completo alla domanda dell’utente, cura qualità e struttura, e ricorda che la scrittura va sempre affiancata da SEO tecnica e ottimizzazione.
La risposta semplice: no, la lunghezza di un testo online non è importante. Anche perché potrebbe sembrare veramente troppo facile migliorare il posizionamento di una pagina web semplicemente scrivendo di più.
Vuoi risultati concreti per la tua PMI? Richiedi una consulenza gratuita →
Non è questo l’obiettivo da seguire. Google ha introdotto grandi novità che hanno portato il motore di ricerca a ragionare in modo diverso. Vale a dire? Semplice, il contenuto di qualità che soddisfa il potenziale lettore prescinde da parametri standardizzabili come, ad esempio, la presenza della keyword all’inizio del tag title o la lunghezza del contenuto. Questo, però, non significa ignorare completamente la necessità di pubblicare contenuti di un certo spessore. Ecco qualche informazione in più sulla lunghezza del testo online.
Indice dei contenuti da leggere
Perché evitare contenuti brevi online
Spesso si cerca di evitare pagine web con poco contenuto o magari con del testo duplicato. In alcuni casi si prende come riferimento l’indicazione del famoso plugin SEO Yoast: minimo 300 parole. Perché tutto questo?
C’è un motivo che dovrebbe portarci a evitare contenuti poveri? Sì, in realtà un update di Google abbastanza vecchio, il Panda Update, ha imposto una regola: bisogna fare attenzione ai contenuti. Una delle indicazioni ufficiali che determinano un sito di alta qualità secondo un comunicato stampa di Google del 2011:
“Lo scopo dei nostri algoritmi di valutazione della qualità dei siti è aiutare gli utenti a trovare siti “di alta qualità” assegnando posizionamenti più bassi ai contenuti di bassa qualità. (…) L’articolo contiene un’analisi dettagliata o informazioni interessanti che non siano ovvie? (…) L’articolo è stato scritto bene o sembra essere stato redatto senza alcuna cura o in modo sbrigativo?”.
Queste riflessioni rispetto alla lunghezza del testo online lasciano intendere qualcosa che, se non contestualizzato, rischia di diventare un invito a evitare pagine con poco contenuto.
A dare man forte sono arrivati diversi studi di esperti SEO – solitamente americani – che hanno proposto un punto di vista sicuramente valido: i contenuti lunghi si posizionano meglio. E hanno anche altri vantaggi.
Secondo Backlino: “Long-form content gets an average of 77.2% more links than short articles”. I contenuti lunghi riescono a ottenere buoni link in ingresso, ma anche tante condivisioni sui social.
E si posizionano meglio grazie al fatto che più testo c’è, maggiore è la probabilità di intercettare combinazioni di query. Ma qui si nasconde un errore fondamentale rispetto al tema della lunghezza del testo online.
Da leggere: meglio fare SEO o advertising su Google?
Il testo non deve essere per forza lungo
L’idea di perseguire a tutti i costi la lunghezza del testo online come un benefit porta a un problema ben chiaro. Anzi, due sono i drammi da evitare. In primo luogo c’è un investimento massiccio per aumentare il testo che non ha alcun legame con la qualità del contenuto. Per intenderci, come suggerisce anche John Mueller:
📚 Fonti e approfondimenti
Nobody at Google counts the words on a page. Write for your users.
— 🍌 John 🍌 (@JohnMu) September 24, 2019
Uno dei punti di riferimento dello scenario SEO, e portavoce di Mountain View, sottolinea che non c’è alcuna relazione tra numero di parole di un articolo e posizionamento. Questo è importante perché dà forza a un passaggio ancora più importante per chi si occupa di contenuti e lunghezza del testo online.
SEO? Bisogna puntare sul search intent
Vale a dire l’intento di ricerca, ciò che le persone desiderano quando decidono di fare una ricerca su Google. Esistono tre grandi categorie di query: informative, navigazionali e transazionali. Vale a dire quelle legate a richieste di informazioni, le ricerche che puntano verso pagine precise di siti web e altre che invece guidano le persone che desiderano acquistare, prenotare, ricevere consulenze. Questo è uno scenario di massima.
La realtà è molto sfaccettata. Ma c’è un punto che bisogna ricordare: la lunghezza di un contenuto non è sinonimo di qualità. Solo la capacità di studiare la query, capire cosa vogliono le persone e proporre il miglior contenuto possibile, a prescindere dalla sua natura testuale o visual, permette di ottenere risultati.
Da leggere: perché devo creare un blog aziendale?
La scrittura non è tutto però
A questo punto c’è chi decide di studiare la serp, analizzare il modus operandi di chi riesce a conquistare posizione e copiare il modo di confezionare i contenuti. Non funziona così, non oggi. Per posizionarsi tra i primi risultati la qualità del contenuto è decisiva ma bisogna lavorare su una strategia SEO capace di includere tutti gli aspetti di questa materia. Da dove iniziare? Puoi chiedere consulenza a chi lavora ogni giorno in questo settore.
Vuoi far crescere la tua PMI con il marketing digitale?
Noi di Tready affianchiamo le PMI italiane con SEO, GEO, advertising e contenuti misurabili.
Domande frequenti
Quali errori commettono piu spesso le PMI italiane su questo tema?
Gli errori ricorrenti che vediamo sono cinque: investire prima nei tool e poi cercare il problema (sequenza inversa), saltare la formazione interna del team, misurare i risultati trimestralmente invece che mensilmente, copiare i competitor senza adattamento al proprio ICP, sottostimare il tempo di setup iniziale. Senza framework misurabile l’attivita diventa reattiva e perde forza. Noi di Tready abbiamo costruito un metodo per evitare questi errori, basato su 40+ implementazioni reali.
Quanto tempo serve per vedere risultati misurabili?
Per una PMI italiana B2B il primo risultato misurabile arriva tipicamente in 30-60 giorni (lift sulla metrica primaria, ore liberate per il team, lead aggiuntivi qualificati). Il consolidamento pieno richiede 6-12 mesi: e li che si vede l’effetto cumulativo di SEO + content + ottimizzazione funnel. La pazienza e proporzionale al perimetro d’intervento: piu ampio e il progetto, piu tempo richiede il consolidamento. Tready misura mensilmente per evitare di scoprire dopo 6 mesi che la rotta era sbagliata.
Tready aiuta le PMI italiane a implementare questo tipo di strategie?
Si. Tready e l’agenzia italiana di marketing tecnologico per PMI B2B specializzata in SEO + GEO (Generative Engine Optimization) + AI marketing + content strategy. Lavoriamo con PMI tra 20 e 250 dipendenti, focus B2B, con un primo audit gratuito di 30 minuti per valutare se la collaborazione ha senso. 40+ progetti completati nel primo quadrimestre 2026, ROI medio cliente +27% in 6 mesi. Approfondisci la nostra guida dedicata o prenota l’audit gratuito.
Hai un progetto in mente? Parliamone.
Richiedi una consulenza gratuita con il team Tready: analizziamo il tuo caso e ti diciamo come muoverti.
Risorse correlate
Articoli correlati
La lunghezza di un testo online è ancora importante per la SEO?: La lunghezza del testo è ancora un fattore SEO? Scopri cosa dice davvero Google sulla lunghezza dei contenuti e quali criteri contano per il posizionamento organico nel 2024.

Fondatore di Tready Soluzioni Digitali, agenzia di marketing tecnologico attiva dal 2010 con sede a Lecco. Specializzato in strategie SEO data-driven, Generative Engine Optimization (GEO) e intelligenza artificiale applicata al marketing digitale. Con oltre 15 anni di esperienza nel settore, ha guidato centinaia di progetti di crescita digitale per PMI e aziende enterprise in tutta Italia, combinando analisi dei dati, automazione e tecnologie AI per generare risultati misurabili. Certificato Google Partner, esperto di Google Ads, Analytics e Search Console.


