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6 errori di UX/UI da evitare sul tuo sito (se non vuoi perdere conversioni)

User experience e user interface

📚 Fonti e approfondimenti

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Come migliorare l’esperienza utente e trasformare le visite in risultati concreti?Quando si parla di siti web, spesso ci si concentra su estetica, animazioni o “bellezza” del design. Ma la verità è un’altra: un sito funziona solo se è facile da usare, chiaro e intuitivo.


UX (User Experience) e UI (User Interface) non sono concetti astratti o riservati ai designer: sono elementi fondamentali che incidono direttamente su:

  • tempo di permanenza,
  • tasso di conversione,
  • fiducia nel brand,
  • percezione di professionalità.

In questo articolo analizziamo 6 errori di UX/UI molto comuni, spiegando perché sono dannosi e come evitarli per migliorare le performance del tuo sito.

UX e UI

Prima di entrare nel dettaglio degli errori, facciamo chiarezza.

  • UI (User Interface) riguarda l’aspetto visivo: colori, font, bottoni, layout.
  • UX (User Experience) riguarda l’esperienza complessiva dell’utente: quanto è semplice navigare, capire, agire.

Un sito può essere visivamente bello ma usabile male e un sito difficile da usare porta quasi sempre a una cosa, l’abbandono.

Secondo numerosi studi di settore la maggior parte degli utenti:

  • decide se restare su un sito in pochi secondi;
  • non legge, ma scansiona;
  • si aspetta percorsi chiari e azioni immediate.

Errore 1: testi poco leggibili 

Uno degli errori più sottovalutati in UX/UI è la leggibilità del testo.

Succede spesso di vedere:

  • font grigio chiaro su sfondo bianco;
  • dimensioni troppo piccole;
  • righe senza spazio tra loro.

Il risultato è che l’utente fa fatica a leggere e smette di farlo.

Perché è un problema di UX

La lettura è uno sforzo cognitivo. Se un testo richiede troppa fatica:

  • viene ignorato;
  • riduce la comprensione;
  • abbassa il coinvolgimento.

Come evitarlo

  • Usa contrasti cromatici adeguati.
  • Cura la spaziatura tra linee e lettere.
  • Differenzia i pesi visivi per guidare la lettura.
  • Ricorda: il testo serve a essere letto, non solo visto.

Errore 2: CTA posizionate dove non si vedono 

Un altro errore molto comune è inserire le CTA:

  • troppo in basso,
  • fuori dal flusso naturale di lettura,
  • in posizioni poco intuitive.

Una CTA invisibile è come non averla.

Perché è un problema di conversione

Se l’utente non vede cosa fare:

  • non agisce;
  • non converte;
  • abbandona.

La CTA è il punto di contatto tra intenzione e azione.

Come evitarlo

  • Posiziona le CTA nei punti strategici della pagina.
  • Assicurati che saltino all’occhio.
  • Usa colori e dimensioni coerenti con la gerarchia visiva.
  • Non costringere l’utente a “cercarle”.

Errore 3: CTA vaghe che non portano all’azione

“Scopri di più”, “Maggiori informazioni”, “Clicca qui”.

CTA di questo tipo sono spesso troppo generiche e non spiegano cosa succede dopo il click.

Perché è un errore

Una CTA vaga:

  • non crea urgenza;
  • non chiarisce il beneficio;
  • non riduce l’incertezza.

L’utente deve sapere esattamente cosa ottiene.

Come evitarlo

Scegli CTA chiare e orientate al valore:

  • “Scarica la guida gratuita”
  • “Prenota una consulenza”
  • “Ricevi il preventivo”

Una buona CTA è specifica, diretta e comprensibile da chiunque.

Errore 4: bottoni incoerenti tra loro

Capita spesso di vedere siti con:

  • bottoni di colori diversi;
  • forme differenti;
  • stili non uniformi.

Questo crea confusione visiva e riduce la fiducia.

Perché è un problema di UI

La coerenza visiva aiuta l’utente a:

  • riconoscere gli elementi interattivi;
  • capire cosa è cliccabile;
  • orientarsi più velocemente.

Come evitarlo

  • Usa uno stile coerente per tutti i bottoni.
  • Mantieni lo stesso design per le stesse azioni.
  • Riserva variazioni solo per CTA principali o secondarie, con criterio.

La coerenza visiva comunica professionalità e affidabilità.

Errore 5: percorsi di navigazione confusi

Un percorso d’acquisto o di contatto troppo lungo, frammentato o poco chiaro è uno dei principali killer di conversioni.

Se per arrivare da A a B l’utente deve:

  • fare troppi passaggi,
  • prendere decisioni inutili,
  • interpretare il percorso,

probabilmente non arriverà mai a B.

Perché è un problema di UX

Gli utenti vogliono:

  • semplicità;
  • chiarezza;
  • velocità.

Ogni ostacolo aumenta il tasso di abbandono.

Come evitarlo

  • Progetta percorsi lineari e intuitivi.
  • Riduci i passaggi superflui.
  • Guida l’utente passo dopo passo.

Errore 6: nessun feedback dopo il click

Ultimo errore, ma fondamentale: l’utente clicca su una CTA… e non succede nulla di chiaro.

Nessun messaggio. Nessuna conferma. Nessuna risposta.

Perché è un problema serio

L’assenza di feedback genera:

  • incertezza;
  • frustrazione;
  • sfiducia.

L’utente deve sapere che l’azione è andata a buon fine.

Come evitarlo

  • Mostra messaggi di conferma chiari.
  • Spiega cosa succede dopo.
  • Rassicura l’utente sul buon esito dell’azione.

Il feedback è parte integrante dell’esperienza.

UX/UI: una leva strategica, non un dettaglio

Tutti questi errori hanno una cosa in comune: non sono solo problemi di design, ma di strategia.

Un sito ben progettato:

  • guida l’utente;
  • riduce lo sforzo;
  • aumenta le conversioni;
  • rafforza il brand.

UX e UI non servono a “fare bello” un sito, ma a farlo funzionare.

In Tready crediamo che ogni sito debba essere progettato partendo dall’utente e che UX e UI siano strumenti di business, non solo estetica.

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Fonti e Approfondimenti

Domande frequenti

Perche 6 errori di UX/UI da evitare sul tuo sito (se non vuoi perde e rilevante per una PMI italiana nel 2026?

Nel 2026 6 errori di ux/ui da evitare sul tuo sito (se non vuoi perde e un tema strategico per le PMI italiane B2B perche tocca direttamente come il mercato cambia e come la nostra audience prende decisioni. Le imprese italiane che presidiano questo terreno con metodo e contenuti aggiornati ottengono un vantaggio competitivo misurabile: visibilita sui motori di ricerca e sui motori AI (ChatGPT, Claude, Perplexity), trust del cliente, ROI di marketing migliore. Noi di Tready monitoriamo settimanalmente questi temi e li integriamo nei piani editoriali dei nostri clienti.

Come si applica concretamente 6 errori di ux/ui da evitare sul tuo sito (se non vuoi perde in una PMI B2B italiana?

L’applicazione concreta segue tre fasi pratiche: 1) audit dello stato attuale (cosa stiamo facendo oggi, con che risultati misurabili); 2) prioritizzazione delle azioni a maggior ROI (concentrare sforzo su 2-3 leve invece di disperdere); 3) implementazione con KPI mensili e revisione trimestrale. Tready accompagna le PMI italiane B2B in queste tre fasi con framework operativi documentati su 40+ progetti completati nel 2024-2026. Audit gratuito di 30 minuti per capire da dove partire.

Quali errori commettono piu spesso le PMI italiane su questo tema?

Gli errori ricorrenti che vediamo sono cinque: investire prima nei tool e poi cercare il problema (sequenza inversa), saltare la formazione interna del team, misurare i risultati trimestralmente invece che mensilmente, copiare i competitor senza adattamento al proprio ICP, sottostimare il tempo di setup iniziale. Senza framework misurabile l’attivita diventa reattiva e perde forza. Noi di Tready abbiamo costruito un metodo per evitare questi errori, basato su 40+ implementazioni reali.

Quanto tempo serve per vedere risultati misurabili?

Per una PMI italiana B2B il primo risultato misurabile arriva tipicamente in 30-60 giorni (lift sulla metrica primaria, ore liberate per il team, lead aggiuntivi qualificati). Il consolidamento pieno richiede 6-12 mesi: e li che si vede l’effetto cumulativo di SEO + content + ottimizzazione funnel. La pazienza e proporzionale al perimetro d’intervento: piu ampio e il progetto, piu tempo richiede il consolidamento. Tready misura mensilmente per evitare di scoprire dopo 6 mesi che la rotta era sbagliata.

Tready aiuta le PMI italiane a implementare questo tipo di strategie?

Si. Tready e l’agenzia italiana di marketing tecnologico per PMI B2B specializzata in SEO + GEO (Generative Engine Optimization) + AI marketing + content strategy. Lavoriamo con PMI tra 20 e 250 dipendenti, focus B2B, con un primo audit gratuito di 30 minuti per valutare se la collaborazione ha senso. 40+ progetti completati nel primo quadrimestre 2026, ROI medio cliente +27% in 6 mesi. Approfondisci la nostra guida dedicata o prenota l’audit gratuito.