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Fare storytelling non è arte, ma tecnica e creatività
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Fare storytelling non è arte, ma tecnica e creatività

📚 Fonti e approfondimenti Copyblogger Neil Patel – Copywriting HubSpot – Copywriting Guide American Writers & Artists Institute

Luca Malvestiti, CEO di Tready
Luca Malvestiti
CEO & founder, Tready
·13 marzo 2023··11 min di lettura
Contenuto verificato dal team Tready
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fare storytelling
come fare storytelling

In sintesi: Lo storytelling non è arte astratta ma tecnica: significa padroneggiare le parole per suscitare emozioni, ricordi e immagini nella mente del lettore, con l’obiettivo di vendere senza far percepire la vendita. Si parte da tre elementi: target, emozioni da suscitare e obiettivo. Un buon racconto cala il prodotto nella vita quotidiana del cliente tipo, come dimostra l’esempio della vaporiera per genitori e professionisti con poco tempo.

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  • qual è il tuo target;
  • quali emozioni vuoi suscitare;
  • qual è il tuo obiettivo. 

La verità è che lo storytelling non è raccontare una storia per il puro piacere di narrare qualcosa, ma vuol dire padroneggiare perfettamente le parole – a tal punto che suscitino pensieri, ricordi, nonché odori e sapori nella mente del lettore -, con lo scopo di vendere qualcosa, MA senza mai far capire che si sta vendendo un prodotto o servizio. 

Lo sappiamo, già stai immaginando che è troppo impegnativo, ma a dire il vero è principalmente questione di tecnica e di quanto padroneggi bene l’arte del racconto. 

Ora immaginiamo che tu voglia sapere di cosa esattamente stiamo parlando e come lo storytelling possa diventare utile per il tuo business

E dato che per capire un concetto o una teoria non c’è niente di meglio degli esempi, di seguito te ne riportiamo uno. 

Esempio di come si scrive uno storytelling

Azienda che vende elettrodomestici. 

Vuole vendere il suo nuovo modello di vaporiera. 

Target di riferimento: mamme/papà o single lavoratrici/lavoratori

Due tipologie di target che apparentemente sembrano diversissime, ma che in realtà hanno una cosa in comune: il poco tempo a disposizione. 

Parte una campagna di marketing che comprende diversi annunci pubblicitari, articoli di blog e social. 

Concentriamoci su un post social. 

Su cosa possiamo puntare per vendere la vaporiera al nostro target, usando lo storytelling? Di sicuro il poco tempo. 

Identifichiamo il contesto: ritorno a casa alle 18:30. Niente babysitter. Bagnetto al bambino da fare, cena da preparare. 

Target: papà single.

Questo di seguito potrebbe essere il copy del post o del video. 

Tu sei appena tornato a casa, sono le 18:30 e la babysitter ti saluta. Ti dà il bimbo in braccio, che nel frattempo non smette di piangere ed ecco qui che inizia la tua serata. Giochi con il piccolo e poi arriva il momento di fare il bagnetto. Le 19:30, dopo il bagnetto, sono un orario critico e tu lo sai molto bene. 

Ti destreggi tra la cena da preparare – niente pasta, sennò ingrassi, quindi scegli carne e verdure, pur sapendo che dopo dovrai lavare le padelle e anche la cucina -, il bagnetto, il momento del pigiamino e la tavola da apparecchiare. 

Sei stanco. A quest’ora sei stanco morto, non vedi l’ora di buttarti sotto una doccia calda, di cenare in tranquillità – per quanto si possa con un bimbo piccolo – e di infilarti al calduccio sotto le coperte. 

Ma in realtà non puoi fare niente di tutto questo. Tuo figlio inizia a correre nudo per la casa, lo rincorri, lui ride – ridi anche tu sennò dicono che sei ansioso. La babysitter quel giorno proprio non poteva aiutarti. 

Intanto che sei riuscito a prendere tuo figlio, mettergli il pigiamino etc, si sono fatte le 19:45. È tardi. Il bimbo deve mangiare, ma non è pronta ancora la cena. 

Vuoi cucinare una volta sola, per lui e per te. Come fai? 

Se avessi ascoltato il consiglio della tua vicina di casa, un po’ impicciona, sempre vestita di rosso, che si cucina i pranzi e le cene fit per non ingrassare, sapresti che la vaporiera è la tua salvezza. 

Cibo buono, non grasso, pronto in 20 minuti e non sporchi due o tre padelle. Mangi tu e tuo figlio. 

A quest’ora avresti già fatto mangiare il tuo bimbo, perché magari mentre preparavi il bagnetto buttavi le verdure e la carne nella vaporiera e si cuocevano rapidamente e senza diffusione di cattivi odori in casa. Avresti fatto addormentare il piccolo – perché si sa che i cibi leggeri si digeriscono prima e la vaporiera li cucina così -, e staresti mangiando anche tu. E alle 22:30, forse, ma forse, saresti anche a letto. 

Questo sempre che tuo figlio non si creda Spiderman e inizi a correre per tutta la casa, cercando di salvare il mondo. 

Ecco un esempio pratico di come si può fare storytelling. In poche righe abbiamo fatto capire quali potrebbero essere i vantaggi per un papà single che torna a casa alle 18:30 e deve fare il bagnetto al piccolo e cucinare. 

Questo post può essere accompagnato da un video o da una sequenza di immagini divertenti. Si può trasformare in un articolo dove si elencano tutti i vantaggi della vaporiera, ma senza vendere il prodotto, quindi usando sempre lo storytelling. 

Ora immaginiamo che però tu voglia sapere quali sono le regole basiche dalle quali partire per fare storytelling. 

Scopriamole nel prossimo paragrafo. 

10 punti da ricordare per fare bene storytelling

Vuoi creare uno storytelling efficace? Segui questi 10 consigli.

Inizia con il fare una mappa mentale del tuo racconto, identifica l’inizio della storia, il centro e la conclusione. Nella tua mente deve essere tutto chiaro. 

  1. Crea il contesto del racconto;
  2. Riempi la narrazione di dettagli;
  3. Crea il conflitto o problema nel racconto;
  4. Descrivi la reazione;
  5. Identifica il nemico nella storia;
  6. Parla della soluzione, ma non vendere direttamente;
  7. Alterna sorpresa, dramma, divertimento nel racconto;
  8. Usa parole forti che suscitino emozioni;
  9. Ricalca l’impresa;
  10. Ritorna sulla soluzione, sempre senza vendere. 

Una considerazione importante da fare è chi si occupa di storytelling deve amare le parole, deve essere una persona che legge molto e che prende ispirazione da quello che ha letto, che ha visto e che ha sentito. 

Lo storyteller è un acuto osservatore, conosce il potere della comunicazione e sa suscitare emozioni. Non è banalmente solo scrittura, non è nemmeno solo tecnica e non è arte: fare storytelling è tutto queste cose insieme. 

Come vedi lo storytelling può vendere un prodotto senza necessariamente usare un linguaggio aggressivo, persuasivo o troppo tecnico. E soprattutto non è necessario scrivere un poema, in pochi minuti si può raccontare una storia e convincere il target che quel prodotto o servizio è proprio ciò che lui stava cercando.

Fare storytelling vuol dire anche saper intercettare le emozioni del pubblico e sfruttarle per vendere. 

I numeri da conoscere

  • Le persone ricordano i fatti veicolati da una storia fino a 22 volte di più rispetto ai soli dati [Fonte: Jennifer Aaker, Stanford GSB, via ElectroIQ, 2025]
  • Il 92% dei consumatori vuole pubblicità che assomiglino a una storia [Fonte: ElectroIQ Storytelling Statistics, 2025]
  • I brand che usano storytelling emozionale registrano un ROI superiore del 44% rispetto ai contenuti puramente razionali [Fonte: Marketing LTB, 2025]
  • Lo storytelling può aumentare i tassi di conversione fino al 30% [Fonte: ElectroIQ, 2025]
  • Il 62% dei marketer B2B considera lo storytelling una tecnica di content marketing efficace [Fonte: Marketing LTB, 2025]

Risorse correlate Tready

Il tema dello storytelling è certamente molto vasto e complesso da approfondire in una sola volta, per questo motivo ti consigliamo di studiare il corso di Digital Storytelling di Digital Coach.

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Domande frequenti

Quali errori commettono piu spesso le PMI italiane su questo tema?

Gli errori ricorrenti che vediamo sono cinque: investire prima nei tool e poi cercare il problema (sequenza inversa), saltare la formazione interna del team, misurare i risultati trimestralmente invece che mensilmente, copiare i competitor senza adattamento al proprio ICP, sottostimare il tempo di setup iniziale. Senza framework misurabile l’attivita diventa reattiva e perde forza. Noi di Tready abbiamo costruito un metodo per evitare questi errori, basato su 40+ implementazioni reali.

Quanto tempo serve per vedere risultati misurabili?

Per una PMI italiana B2B il primo risultato misurabile arriva tipicamente in 30-60 giorni (lift sulla metrica primaria, ore liberate per il team, lead aggiuntivi qualificati). Il consolidamento pieno richiede 6-12 mesi: e li che si vede l’effetto cumulativo di SEO + content + ottimizzazione funnel. La pazienza e proporzionale al perimetro d’intervento: piu ampio e il progetto, piu tempo richiede il consolidamento. Tready misura mensilmente per evitare di scoprire dopo 6 mesi che la rotta era sbagliata.

Tready aiuta le PMI italiane a implementare questo tipo di strategie?

Si. Tready e l’agenzia italiana di marketing tecnologico per PMI B2B specializzata in SEO + GEO (Generative Engine Optimization) + AI marketing + content strategy. Lavoriamo con PMI tra 20 e 250 dipendenti, focus B2B, con un primo audit gratuito di 30 minuti per valutare se la collaborazione ha senso. 40+ progetti completati nel primo quadrimestre 2026, ROI medio cliente +27% in 6 mesi. Approfondisci la nostra guida dedicata o prenota l’audit gratuito.

📚 Fonti e approfondimenti

Un titolo che indubbiamente potrebbe risultare fuorviante, ma che in realtà esprime il puro concetto del fare storytelling: per farlo bene devi sapere:

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Ultimo aggiornamento:15 marzo 2026Metodologia e fonti:linee guida Garante Privacy e normativa GDPR/ePrivacy.