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Agentic Commerce: Walmart e Google riscrivono le regole del retail con l’intelligenza artificiale
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Agentic Commerce: Walmart e Google riscrivono le regole del retail con l’intelligenza artificiale

Cos’è l’agentic commerce e perché Walmart e Google stanno puntando su questa evoluzione?

Luca Malvestiti, CEO di Tready
Luca Malvestiti
CEO & founder, Tready
·6 febbraio 2026··10 min di lettura
Contenuto verificato dal team Tready
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Agentic Commerce: Walmart e Google riscrivono le regole del retail con l’intelligenza artificiale
Agentic Commerce: Walmart e Google riscrivono le regole del retail con l’intelligenza artificiale

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Cos’è l’agentic commerce e perché Walmart e Google stanno puntando su questa evoluzione?


Il retail sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni: non più semplice e-commerce con clic e carrelli virtuali, ma un nuovo modello di agentic commerce, dove l’intelligenza artificiale agisce come un assistente capace di accompagnare l’utente dall’ispirazione all’acquisto, senza frizioni.

Questa evoluzione, recentemente accelerata da una partnership strategica tra Walmart e Google, non è un concetto futuribile: sta già diventando realtà e cambierà il modo in cui i brand competono, i consumatori comprano e i marketer progettano strategie digitali. 

Che cosa significa agentic commerce

L’agentic commerce è un nuovo paradigma in cui agenti intelligenti (AI agent) non si limitano a consigliare prodotti, ma eseguono compiti complessi, gestiscono ricerche, confrontano opzioni e, con l’approvazione dell’utente, completano acquisti per suo conto

A differenza del classico shopping online basato su:

  1. Ricerca manuale (visita del sito → navigazione nei cataloghi → selezione prodotto)
  2. Carrello e checkout (aggiungi al carrello → vai alla pagina di pagamento → conferma)

l’agentic commerce sposa un flusso più intuitivo:

  • Conversazione naturale: l’utente chiede all’AI “assistente”
  • Scoperta intelligente: l’agente analizza preferenze, disponibilità e offerta
  • Configurazione dell’ordine: l’AI compone carrello ottimizzato
  • Checkout immediato: l’acquisto viene completato senza uscire da chat o app

È come avere un personal shopper digitale che sa cosa vuoi, dove trovarlo e come acquistarlo senza che tu debba compilare moduli o confrontare manualmente centinaia di link. 

Walmart e Google: il nuovo volto del retail

La partnership tra Walmart e Google rappresenta una delle implementazioni più concrete e avanzate dell’agentic commerce nel mondo reale. Le due aziende hanno annunciato una integrazione tra l’intelligenza di Google Gemini (l’assistente AI sviluppato da Google) e l’immenso catalogo di prodotti di Walmart e Sam’s Club.

Cosa cambia per il consumatore

  • Quando un utente interagisce con Gemini su Google, può vedere prodotti Walmart contestualmente alla conversazione: per esempio suggerimenti per attrezzatura da campeggio per la primavera o regali per un compleanno. 
  • L’esperienza non si limita a mostrare item: l’AI guida il cliente dall’ispirazione all’acquisto e può combinare prodotti raccomandati anche con carrelli già esistenti su Walmart o Sam’s Club. 
  • La personalizzazione diventa più profonda collegando account e preferenze d’acquisto dell’utente, suggerendo articoli complementari o riempiendo il carrello basato su cronologia e premi di fedeltà
  • La consegna si integra con le infrastrutture di Walmart: ordine e logistica possono essere ottimizzati per consegne rapide (anche sotto le 3 ore) o ritiro in negozio. 

In pratica, l’esperienza di shopping diventa fluida, contestuale e proattiva, riducendo il numero di passaggi necessari e aumentandone l’efficienza.

Universal Commerce Protocol: open standard per l’AI retail

Una delle innovazioni chiave alla base di questo nuovo modello è il Universal Commerce Protocol (UCP), presentato da Google in collaborazione con grandi retailer, piattaforme di pagamento e marketplace. 

Questo protocollo funge da linguaggio comune per agenti AI, piattaforme di vendita e sistemi di pagamento, consentendo agli agenti di:

  • interpretare cataloghi di differenti retailer
  • confrontare prodotti in tempo reale
  • orchestrare transazioni attraverso sistemi di pagamento digitali
  • collegare disponibilità online e offline

È una pietra miliare: abbatte le barriere tradizionali tra canali di vendita, piattaforme e sistemi di checkout, permettendo agli AI agent di operare lungo l’intero percorso di acquisto senza soluzione di continuità.

Impatti per brand e marketing digitale

L’introduzione di agentic commerce rappresenta una sfida — ma anche un’opportunità — per brand, retailer e marketer. Alcuni dei principali impatti:

Spostamento dal clic alla decisione

Nel modello tradizionale, l’utente: cerca su motori – sceglie tra risultati – visita il sito – converte

Con l’agentic commerce:

  • l’AI interpreta l’intento,
  • propone soluzioni contestuali,
  • completa parte del processo decisionale,
  • guida verso la conversione.

Di conseguenza, l’importanza del click come punto di misura si riduce: conta di più la capacità del brand di essere comprensibile, comparabile e selezionabile dagli agenti AI

Visibilità AI-centrica

I brand non competono più solo per “essere primi nei risultati di ricerca” o per avere campagne PPC efficaci: devono essere leggibili e affidabili per gli AI agent, con cataloghi dati ben strutturati e ricchi di attributi utili alle decisioni automatiche. ﹘ questa è una nuova forma di AI SEO

Nuovi modelli di interazione

Format come Business Agent in motori di ricerca conversazionali permettono alle aziende di innalzare awareness e conversione all’interno di conversazioni AI-guided, con assistenti virtuali che rispondono direttamente alle domande dei clienti e aggiungono valore informativo al processo di scelta. 

Sfide nella transizione verso l’era agentica

Nonostante le enormi opportunità, il passaggio non è esente da ostacoli:

Fiducia e trasparenza

Affidare a un AI agente il compito di proporre e persino suggerire acquisti richiede elevati standard di trasparenza, affidabilità e protezione dei dati, in particolare quando l’agente opera con informazioni personali e preferenze di consumo. 

Dipendenza dall’ecosistema

Se i brand non strutturano i loro dati in modo che gli agenti possano interpretarli in modo efficace, rischiano di perdere visibilità e opportunità di vendita direttamente nelle conversazioni AI, causando dipendenza da piattaforme che detengono l’accesso ai protocolli agentic. 

Riduzione della relazione diretta

Alcuni analisti segnalano un rischio di diminuzione dei dati proprietari degli utenti per i retailer, poiché l’interazione viene mediata dall’agente AI piuttosto che dal sito o dall’app del brand. Questo può influenzare strategie di fidelizzazione se non viene bilanciato con nuove forme di raccolta e relazione diretta. 

L’AI nel retail: verso nuove esperienze di shopping

L’era dell’agentic commerce rappresenta un’evoluzione logica di tendenze già in atto:

  • Conversational commerce: dove l’interazione non è più basata su interfacce tradizionali ma su linguaggio naturale. 
  • Shopping proattivo: l’AI anticipa bisogni e propone soluzioni pertinenti. 
  • Checkout integrato: dall’interfaccia di assistenti AI alle soluzioni di pagamento senza attriti come Google Pay e sistemi partner.

Il futuro non sostituirà i retail tradizionali, ma li farà convivere con esperienze più fluide, personalizzate e basate su interazioni naturali, aprendo nuove metriche di performance e nuovi touchpoint strategici per brand e marketer.

Conclusioni

L’integrazione tra Walmart e Google nel contesto dell’agentic commerce non è solo una novità tecnologica: è un cambiamento di paradigma. La transizione dal modello clic-centrico all’era in cui l’AI guida le decisioni di acquisto pone nuove opportunità e sfide per l’intero ecosistema del retail.

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Fonti e Approfondimenti

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Ultimo aggiornamento:15 marzo 2026Metodologia e fonti:linee guida Garante Privacy e normativa GDPR/ePrivacy.