📚 Fonti e approfondimenti
Il piano editoriale, come si può intuire, è un piano di contenuti condiviso con il target in un determinato periodo di tempo. Quando si parla di piano editoriale tutti immediatamente pensano al blog, ma in realtà quest’ultimo può riguardare anche i social e i contenuti video.
Vuoi risultati concreti per la tua PMI? Richiedi una consulenza gratuita →
Un piano di contenuti testuali, social e video può essere trimestrale, semestrale e annuale. L’ultimo tipo lo si sconsiglia solitamente, in quanto non si possono prevedere i trend di un intero anno, men che mai lato SEO, considerato l’algoritmo di Google.
È preferibile che il piano editoriale sia trimestrale e a ogni scadenza del periodo segua un report che abbia l’obiettivo d’individuare cosa ha creato più engagement e conversione. In base ai dati, che devono essere opportunamente analizzati, si stabiliscono i nuovi contenuti editoriali da proporre al target.
Ma come si crea un piano editoriale? Scopriamolo nei prossimi paragrafi.
Piano editoriale blog, social e video: da dove iniziare
La creatività deve essere la prima skill di chi crea un piano editoriale, anche perché i titoli degli articoli di blog da produrre, così come i copy dei post social e i contenuti dei video devono avere una buona dose d’intrattenimento, informazione e coinvolgimento, dai quali assolutamente non si può prescindere.
In secondo luogo bisogna lavorare di SEO. Non si può pensare di creare dei titoli per i contenuti che non contengano parole chiave e correlate. Le parole chiave, nella SEO, sono quelle che Google intercetta come le migliori per opportunità, difficoltà di posizionamento e volume di ricerca. Vanno inserite nel titolo dell’articolo di blog e nel contenuto.
Ti starai chiedendo se le parole chiave sono necessarie da individuare anche per i social. La risposta è sì, poiché anche i copy dei social devono contenere le parole chiave e ancora di più quelli dei contenuti video. Quindi, come potrai immaginare non si scappa da questa considerazione.
In un piano editoriale ben fatto devono quindi essere indicate le parole chiave correlate da inserire nel testo, i search intent (ovvero gli intenti di ricerca con lo stesso significato delle keywords) e l’impostazione anche di H2 – H3 e CTA. Quest’ultimi sono importantissimi da definire e non devono essere presi sottogamba, in special modo la CTA, ovvero la call to action.
In un funnel completo, teoricamente la CTA dovrebbe portare alla fase successiva del percorso dell’utente, ma non sempre i blog seguono questa logica. Ad ogni modo è fondamentale che nella chiamata all’azione si indichi cosa si vuol far fare al target.
Tutti questi processi possono apparire complicati da portare avanti, ma in realtà con un buon lavoro di squadra e quindi con la consulenza di un SEO specializzato, tutto si può fare.
Un’altra componente fondamentale per la creazione di un piano editoriale è la considerazione delle tendenze di mercato. Non bisogna mai sottovalutare, a seconda del business per cui si devono creare contenuti, come si sta muovendo il mercato e che news ci sono e ci saranno.
Generalmente chi fa piani editoriali è sempre informato e aggiornato sul mercato in cui lavora e tende sempre un occhio alle novità del periodo. Bisogna infatti sempre prevedere uno spazio per le news di settore. Gli imprevisti editoriali devono sempre essere presi in considerazione.
Che differenza c’è tra piano editoriale blog, social e contenuti video?
La differenza la fa la piattaforma sulla quale vengono distribuiti i contenuti, ergo il target di riferimento e i conseguenti obiettivi.
- Piano editoriale blog – il blog è la voce dell’azienda, per cui i contenuti che si condividono devono essere utili, informativi e devono creare coinvolgimento. Ma soprattutto devono posizionare il blog per le parole chiave d’interesse nel settore;
- Piano editoriale social – generalmente i copy dei post facebook, così come quelli di altre piattaforme, prendono spunto dagli articoli di blog, ma il tono di comunicazione ovviamente deve essere differente da social a social;
- Piano editoriale video – i contenuti dei video prendono ispirazione sempre da quelli del blog, ma non solo, in quanto è giusto parlare anche di topic più coinvolgenti per il pubblico.
Un piano editoriale del genere è sicuramente molto complesso e di conseguenza è importante organizzarlo in un file excel, suddividendo i fogli per interesse, ergo blog, facebook, instagram, tik tok, youtube.
Per i blog a sua volta, bisognerà organizzare una decina di colonne e in ciascuna inserire, Titolo, H1, H2, H3, Parole chiave principali, Correlate, CTA. Ma non è finita qui perché ovviamente in un piano di contenuti dovranno anche essere inserite le date di consegne e di pubblicazione previste.
La galanteria SEO nei confronti del copywriter, per ciò che concerne il blog, vorrebbe anche che si inserissero già le meta description e il SEO title, così come i link all’immagine da impostare come copertina. Ma ovviamente questo processo richiederebbe un lavoro di settimane e non sempre è possibile.
Date di consegna e pubblicazione andranno inserite anche per i social. Un piano editoriale così ben strutturato permette di avere sempre tutto sotto controllo.
Il file excel è il metodo più classico e completo per creare un piano editoriale, ma per ciò che concerne le pubblicazioni social è sempre meglio avvalersi anche di tool per la programmazione come Hootsuite, uno dei più classici.
Ma come si fa a sapere se hai fatto davvero un buon piano editoriale? Lo scoprirai solo dopo un adeguato periodo di tempo, in special modo per il posizionamento organico. Il consiglio è comunque quello di analizzare ogni 3 mesi l’andamento dei tuoi contenuti e capire come hanno contribuito al funnel di conversione del target.
Conclusioni
Devi creare un piano editoriale e non sai da dove iniziare? Affidati a chi può seguirti in questo complesso lavoro. Il piano di contenuti non può e non deve essere una task scontata, richiede tempo, preparazione, aggiornamento e tanta pazienza.
Vuoi migliorare la tua presenza digitale?
Scopri come Tready può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi online.
Fonti e Approfondimenti
- Content Marketing Institute — Research e best practice
- HubSpot Blog — Guide content marketing
- Copyblogger — Scrittura persuasiva e content strategy
Domande frequenti
Perche Piano editoriale e rilevante per una PMI italiana nel 2026?
Nel 2026 piano editoriale e un tema strategico per le PMI italiane B2B perche tocca direttamente come il mercato cambia e come la nostra audience prende decisioni. Le imprese italiane che presidiano questo terreno con metodo e contenuti aggiornati ottengono un vantaggio competitivo misurabile: visibilita sui motori di ricerca e sui motori AI (ChatGPT, Claude, Perplexity), trust del cliente, ROI di marketing migliore. Noi di Tready monitoriamo settimanalmente questi temi e li integriamo nei piani editoriali dei nostri clienti.
Come si applica concretamente piano editoriale in una PMI B2B italiana?
L’applicazione concreta segue tre fasi pratiche: 1) audit dello stato attuale (cosa stiamo facendo oggi, con che risultati misurabili); 2) prioritizzazione delle azioni a maggior ROI (concentrare sforzo su 2-3 leve invece di disperdere); 3) implementazione con KPI mensili e revisione trimestrale. Tready accompagna le PMI italiane B2B in queste tre fasi con framework operativi documentati su 40+ progetti completati nel 2024-2026. Audit gratuito di 30 minuti per capire da dove partire.
Quali errori commettono piu spesso le PMI italiane su questo tema?
Gli errori ricorrenti che vediamo sono cinque: investire prima nei tool e poi cercare il problema (sequenza inversa), saltare la formazione interna del team, misurare i risultati trimestralmente invece che mensilmente, copiare i competitor senza adattamento al proprio ICP, sottostimare il tempo di setup iniziale. Senza framework misurabile l’attivita diventa reattiva e perde forza. Noi di Tready abbiamo costruito un metodo per evitare questi errori, basato su 40+ implementazioni reali.
Quanto tempo serve per vedere risultati misurabili?
Per una PMI italiana B2B il primo risultato misurabile arriva tipicamente in 30-60 giorni (lift sulla metrica primaria, ore liberate per il team, lead aggiuntivi qualificati). Il consolidamento pieno richiede 6-12 mesi: e li che si vede l’effetto cumulativo di SEO + content + ottimizzazione funnel. La pazienza e proporzionale al perimetro d’intervento: piu ampio e il progetto, piu tempo richiede il consolidamento. Tready misura mensilmente per evitare di scoprire dopo 6 mesi che la rotta era sbagliata.
Tready aiuta le PMI italiane a implementare questo tipo di strategie?
Si. Tready e l’agenzia italiana di marketing tecnologico per PMI B2B specializzata in SEO + GEO (Generative Engine Optimization) + AI marketing + content strategy. Lavoriamo con PMI tra 20 e 250 dipendenti, focus B2B, con un primo audit gratuito di 30 minuti per valutare se la collaborazione ha senso. 40+ progetti completati nel primo quadrimestre 2026, ROI medio cliente +27% in 6 mesi. Approfondisci la nostra guida dedicata o prenota l’audit gratuito.

Fondatore di Tready Soluzioni Digitali, agenzia di marketing tecnologico attiva dal 2010 con sede a Lecco. Specializzato in strategie SEO data-driven, Generative Engine Optimization (GEO) e intelligenza artificiale applicata al marketing digitale. Con oltre 15 anni di esperienza nel settore, ha guidato centinaia di progetti di crescita digitale per PMI e aziende enterprise in tutta Italia, combinando analisi dei dati, automazione e tecnologie AI per generare risultati misurabili. Certificato Google Partner, esperto di Google Ads, Analytics e Search Console.





