
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è tiktok ads e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo tiktok ads: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di TikTok Ads. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, qual è la particolarità di TikTok come canale pubblicitario?
La particolarità è che gli utenti non distinguono tra contenuto organico e sponsorizzato, se la creatività è nativa. I migliori annunci sembrano video di creator, non spot pubblicitari. È il social con la crescita più rapida degli ultimi anni, oltre un miliardo di utenti attivi, e questa è una grande opportunità per chi sa parlare la sua lingua.
Perché un’azienda dovrebbe considerarlo adesso?
Per due motivi. Primo, raggiungi un pubblico che lì scopre i prodotti, non solo i più giovani: l’età media sta salendo. Secondo, il costo per mille visualizzazioni è ancora molto più basso rispetto a Instagram e Facebook. I costi su Meta crescono, e TikTok offre ancora efficienza, spesso con un coinvolgimento superiore nei settori giusti.
Quali formati gestite?
Gli In-Feed, i video dentro il feed “Per te”, il formato base: se la creatività è buona, l’utente non lo riconosce come pubblicità. Gli Spark Ads, che spingono come annuncio un post organico esistente, tuo o di un creator d’accordo: danno il miglior coinvolgimento, perché è contenuto vero. I TopView e Brand Takeover, formati premium all’apertura dell’app, per la massima visibilità sui lanci. E i contenuti realizzati da creator e utenti, il cosiddetto materiale autentico, che su TikTok rende più di qualsiasi spot patinato.
Come si misura se sta funzionando?
Non con le visualizzazioni o i “mi piace”, che fanno scena ma non pagano. Si guardano il costo per contatto o per vendita e il ritorno sulla spesa pubblicitaria. Per farlo serve il pixel di TikTok installato bene e gli eventi di conversione tracciati: senza quei dati la piattaforma ottimizza alla cieca.
Serve un grande budget per partire?
No. Si parte con un budget di test che permetta di raccogliere dati in qualche settimana, poi si spinge ciò che funziona. Su TikTok la vera leva non è il budget, è la creatività: tre video buoni battono trenta mediocri. Per questo lavoriamo molto sui contenuti, non solo sull’impostazione delle campagne.
L’errore più comune?
Riciclare lo spot televisivo o il post troppo “pubblicitario”. Su TikTok stona e viene saltato. Bisogna pensare nativo: ritmo veloce, primo secondo che cattura, tono autentico. Chi prova a vendere come in TV brucia budget.
E quando TikTok non conviene?
Quando il pubblico è puramente B2B di nicchia, dove i decisori non sono lì: meglio LinkedIn. E quando il prodotto non si capisce in un video breve. Per il resto, per i prodotti che entrano dall’occhio, è uno dei canali più efficienti del momento.
Perfetto. Marco, grazie.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia per PMI B2B a Lecco. Gestiamo campagne TikTok Ads, creatività compresa: le trovi su tready punto it. Vuoi capire se il tuo pubblico è su TikTok? Partiamo da un’analisi gratuita. A presto.
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