
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è email marketing b2b e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo email marketing b2b: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di email marketing per il B2B. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, c’è chi dice che l’email sia morta. È vero?
Tutto il contrario. L’email ha il ritorno più alto di qualsiasi canale digitale: come fascia di riferimento di mercato si parla di un rendimento davvero importante per ogni euro investito. Nel B2B poi è il canale principale per restare in contatto con i clienti, per coltivare i lead da eventi e webinar e per accompagnarli lungo cicli di vendita molto lunghi.
Quindi non è solo la newsletter del lunedì mattina.
No, è un sistema. Ci sono le newsletter periodiche che tengono vivo il contatto con clienti e prospect: aggiornamenti di settore, casi studio, eventi. Ci sono le DEM, le email promozionali per un lancio o un’offerta. E ci sono le automazioni: sequenze che parti una volta e che poi funzionano da sole, come il benvenuto ai nuovi contatti o il follow-up dopo un evento.
Mi fai un esempio concreto per una PMI?
Pensa a un’azienda che ha centinaia di contatti nel gestionale, raccolti negli anni a fiere e incontri, e che non sente da mesi. Sono un tesoro che sta lì fermo. Con una newsletter ben fatta e qualche automazione di riattivazione, quei contatti tornano a parlare con te. E spesso da quella lista, che hai già pagato per costruire, arrivano le richieste di preventivo che non aspettavi.
Perché vale la pena investirci proprio ora?
Perché è un canale che possiedi. La lista è tua, non dipende dall’algoritmo di un social che domani cambia le regole. In un momento in cui la pubblicità costa sempre di più, parlare direttamente alle persone che ti hanno già dato il permesso di scrivere è il modo più economico ed efficace per generare vendite.
C’è un tema tecnico di cui si parla poco: la deliverability. Che cos’è?
È la differenza tra arrivare nella posta in arrivo o finire nello spam. Puoi scrivere l’email più bella del mondo, ma se non la legge nessuno è inutile. Si lavora sulla configurazione tecnica del dominio, sigle come SPF, DKIM e DMARC, sul riscaldamento graduale della lista e sulla pulizia dei contatti che non esistono più. Un dominio con buona reputazione arriva in inbox.
Come gestite un progetto di email marketing, passo per passo?
Quattro fasi. Primo: un audit della lista esistente e della piattaforma, che sia Mailchimp, HubSpot o Klaviyo. Secondo: la strategia e il calendario degli invii. Terzo: la produzione dei template, email responsive e coordinate al brand. Quarto: invio con test A/B sull’oggetto, analisi dei numeri e ottimizzazione continua.
Ogni quanto si dovrebbe inviare una newsletter B2B?
Non c’è una regola universale. Come riferimento tipico, una, due email al mese per le newsletter informative. Ma la frequenza dipende dalla rilevanza: meglio scrivere meno spesso ma con contenuti di valore, piuttosto che riempire la casella di chi ti legge.
E quali numeri si guardano per capire se funziona?
Tasso di apertura, tasso di clic, conversioni e disiscrizioni. Diventano una dashboard mensile da cui leggi cosa interessa davvero alle persone e cosa va corretto. I dati ti dicono dove migliorare.
Si parla molto di segmentazione. Perché conta così tanto?
Perché mandare la stessa email a tutta la lista è la strada più rapida per finire ignorati. Segmentare vuol dire dividere i contatti per settore, per ruolo, per comportamento, e parlare a ciascuno di ciò che gli serve. Le email giuste, alle persone giuste, nel momento giusto. È la differenza tra un volantino infilato sotto la porta e una lettera scritta apposta per te.
E le tre forme che hai citato prima, newsletter, DEM e automazioni, come si combinano?
Lavorano insieme. La newsletter tiene caldo il rapporto, la DEM spinge un’azione precisa, le automazioni gestiscono i momenti chiave senza che tu debba ricordartene. Configurate bene, le tre voci raccontano la stessa storia con ritmi diversi. È un’orchestra, non un solista.
Quando invece l’email marketing non è la mossa giusta?
Quando non hai una lista e nessun consenso. L’email funziona se hai contatti che ti hanno dato il permesso di scrivere. Comprare liste o spedire a freddo non solo è poco etico, ma rovina la reputazione del dominio e ti fa finire in spam. In quel caso si parte prima da altri canali per costruire la lista.
Marco, grazie davvero.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia di marketing e comunicazione per PMI B2B a Lecco. Il servizio di email marketing B2B lo trovi su tready punto it. E se vuoi rimettere a frutto i tuoi contatti, partiamo da un’analisi gratuita della tua lista. A presto.
Tready è l’agenzia di marketing e comunicazione che trasforma questi temi in risultati concreti. Partiamo da un’analisi gratuita della tua presenza online.