
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è data strategy per il marketing e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo data strategy per il marketing: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di data strategy, la strategia dei dati nel marketing. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, “strategia dei dati” suona astratto: cosa vuol dire per una PMI?
Vuol dire decidere quali dati raccogliere, come raccoglierli in modo pulito e legale, e come usarli per vendere meglio. Non è una cosa da grandi aziende: oggi anche una piccola impresa lascia tracce preziose, ma quasi sempre le butta via perché non ha un metodo per raccoglierle.
Hai parlato di dati di prima parte. Cosa sono?
Sono i dati tuoi, raccolti con il consenso direttamente dai tuoi clienti: chi visita il sito, chi compra, chi apre le email, chi chiede un preventivo. Valgono molto più dei dati comprati, perché sono reali e sono solo tuoi. E con la fine dei cookie di terze parti, sono diventati la base di tutto il marketing che funziona.
Perché tanti li sprecano?
Perché manca il tracciamento di base e l’ordine. Il sito non misura le conversioni giuste, i contatti finiscono in tre posti diversi, nessuno collega chi ha comprato con come era arrivato. Risultato: si fa pubblicità senza sapere cosa funziona. La data strategy mette ordine in questa casa prima di costruirci sopra.
Da dove si parte, concretamente?
Da un piano di misurazione: quali azioni contano, come si tracciano, dove si salvano. Poi la parte di consenso, fatta a norma, perché i dati vanno raccolti nel rispetto delle regole sulla privacy. Poi l’unione delle fonti, così un contatto è riconoscibile dal primo clic fino alla vendita. È un lavoro poco appariscente ma è la fondazione di tutto.
Mi fai un esempio del valore che porta?
Un e-commerce che raccoglie bene i dati dei clienti può creare pubblici simili ai suoi migliori acquirenti, recuperare chi ha abbandonato il carrello, e mandare offerte mirate a chi ha già comprato. Tutto questo nasce dai dati di prima parte. Chi non li ha, paga la pubblicità più cara e la fa peggio.
E l’intelligenza artificiale qui che ruolo ha?
L’AI è affamata di dati buoni. Più i tuoi dati sono ordinati, più i sistemi automatici, dalle campagne alle previsioni, funzionano. Ma vale il contrario: se dai dati sporchi all’AI, ottieni decisioni sbagliate più in fretta. Per questo la strategia dei dati viene prima dell’intelligenza artificiale, non dopo.
Quando non è una priorità?
Quasi mai, ma se un’azienda non investe ancora un euro in digitale, prima parte con le basi. Appena però inizia a spendere in pubblicità o ad avere volumi, mettere ordine nei dati diventa la cosa a più alto ritorno: smetti di decidere alla cieca.
Chiarissimo. Marco, grazie.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia di marketing e comunicazione per PMI B2B a Lecco. La strategia dei dati la trovi su tready punto it. Vuoi smettere di decidere a sensazione? Partiamo da un’analisi gratuita. A presto.
Tready è l’agenzia di marketing e comunicazione che trasforma questi temi in risultati concreti. Partiamo da un’analisi gratuita della tua presenza online.