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Quanto costa la gestione dei social nel 2026: pacchetti e prezzi reali

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Quanto costa la gestione dei social nel 2026: pacchetti e prezzi reali

Quanto costa farsi gestire i social nel 2026? Le fasce reali del mercato italiano, i tre pacchetti tipici e le voci da pretendere in un preventivo serio.

Luca Malvestiti, CEO di Tready

Luca Malvestiti
CEO & founder, Tready

·4 agosto 2026··12 min di lettura

Contenuto verificato dal team Tready

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Illustrazione: costo della gestione dei social media nel 2026

Quanto costa la gestione dei social nel 2026: pacchetti e prezzi reali
In sintesi

nel 2026 la gestione professionale dei social media in Italia costa da 300 a 1.500 € al mese con un freelance e da 1.000 a 5.000 € al mese con un’agenzia. Il budget per le sponsorizzate è sempre una voce separata. In questa guida trovi le fasce reali del mercato italiano, i pacchetti tipici e le voci che un preventivo serio deve contenere.

“Quanto costa farsi gestire i social?” è una delle prime domande che riceviamo da chi ci contatta. Ed è una delle poche a cui il mercato risponde quasi sempre “dipende”. Dipende davvero da alcune variabili, ma le fasce di prezzo esistono e si possono dire. Noi di Tready abbiamo scelto di pubblicare le nostre fasce di prezzo in trasparenza: in questa guida mettiamo in fila anche quelle del mercato, con le fonti, così puoi confrontare qualunque preventivo tu abbia sul tavolo.

Quanto costa la gestione dei social nel 2026: le cifre

La gestione social in Italia costa in media da 500 a 5.000 € al mese. Un freelance lavora quasi sempre tra 300 e 1.500 €, un’agenzia strutturata tra 1.000 e 5.000 €. Ecco il quadro completo:

Chi gestisce i social Range mensile 2026 Cosa include di solito
Freelance / social media manager 300 – 1.500 €/mese Piano editoriale, pubblicazione, community; la fascia più diffusa è 500–1.000 €
Agenzia (fascia Tready: 1.000 – 3.000 €) 1.000 – 5.000 €/mese Strategia, produzione foto/video, campagne, report
Mercato italiano complessivo 500 – 5.000 €/mese Dal presidio base al multi-piattaforma con adv

Un dato utile per confrontare i preventivi: le agenzie europee costano meno di quelle nordamericane a parità di servizio — solo il 6% delle agenzie europee supera i 125 $/ora, contro il 40% di quelle USA. Un prezzo italiano “onesto” non è un prezzo basso: è un prezzo europeo.

I tre pacchetti tipici del mercato

Quasi tutte le proposte serie che vedrai rientrano in tre formule. I nomi cambiano, la sostanza no:

Pacchetto Prezzo tipico Per chi è
Start — presidio canali ~900 €/mese PMI che deve esserci con costanza: piano editoriale, pubblicazione, risposta ai messaggi
Growth — contenuti + lead ~1.800 €/mese Chi vuole crescere: reel/TikTok, contenuti nativi, campagne di lead generation
Dominance — multipiattaforma ~3.000 €/mese Chi fa dei social un canale commerciale: produzione continua, adv su più piattaforme, report legato al fatturato
Luca Malvestiti

Nota dell’esperto

il budget pubblicitario delle sponsorizzate è sempre separato dal costo di gestione. Se un preventivo da 1.500 € “include le campagne” senza dire quanto va in adv, chiedi la ripartizione esatta: è lì che si nascondono i margini.

Le sei voci che pretendiamo in ogni preventivo social (anche nei nostri)

Nel nostro lavoro capita spesso di rileggere preventivi che le PMI hanno ricevuto altrove. Quasi sempre il problema non è il prezzo: è quello che il prezzo non dice. Queste sono le sei voci che devono esserci, sempre:

  • Strategia e piano editoriale: obiettivi, canali scelti (e canali esclusi: chi propone “tutti i social” non ha fatto analisi), rubriche, frequenze.
  • Produzione contenuti: quanti post, quanti video/reel, chi fa shooting e montaggio. La produzione video è la voce che sposta di più il prezzo.
  • Community management: chi risponde a commenti e messaggi, in quali orari.
  • Gestione campagne: fee di gestione adv (in € o in % del budget) separata dal budget stesso.
  • Report e KPI: non follower e like, ma contatti generati, costo per lead, traffico al sito.
  • Durata e recesso: i contratti tipici sono 6-12 mesi; diffida dei vincoli lunghi senza KPI intermedi.

Se stai valutando anche il canale pubblicitario, qui trovi il nostro servizio di campagne social su Meta, Instagram e LinkedIn, mentre per la gestione completa c’è la pagina del servizio di gestione social media.

Freelance, agenzia o risorsa interna: cosa conviene a una PMI

Il freelance conviene sotto i 1.000 € di budget e con un solo canale prioritario. Una risorsa interna junior costa più di quanto sembri: alla RAL vanno sommati formazione, strumenti e il rischio di un canale fermo quando è in ferie. L’agenzia conviene quando servono più competenze insieme — strategia, video, adv, misura. A 1.500-3.000 €/mese compri un pezzo di un team intero, non una persona sola. È lo stesso ragionamento che vale per l’impostazione complessiva dei social per una PMI: prima la strategia, poi il canale.

Quello che vediamo davvero nei canali delle PMI: l’audit in 60 secondi

Noi di Tready gestiamo ogni mese i canali social di PMI di settori molto diversi tra loro: utensileria industriale, noleggio sportivo, ristorazione e vini, professionisti della salute. Il pattern che abbiamo verificato è quasi sempre lo stesso, a prescindere dal settore: la pubblicazione c’è, il collegamento con un obiettivo commerciale no.

Vale la pena dire da dove vengono i numeri di questa guida, perché è il punto in cui quasi tutte le guide italiane sui costi barano. Sui prezzi della gestione social in Italia non esiste alcuna rilevazione istituzionale: nessun osservatorio e nessuna associazione di categoria pubblica listini lato offerta. Le cifre che leggi qui sono quindi range di mercato osservati, non statistiche — e la fascia Tready è quella che pubblichiamo in chiaro. Quando invece citiamo un dato misurato, diciamo di chi è: l’internet advertising italiano vale 6,2 miliardi di euro e nel 2026 arriverà a circa 7 miliardi, il 53% dell’intero mercato pubblicitario, secondo l’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. Quello è un dato. Un “costo medio della gestione social in Italia” preciso al decimale, no.

Per questo il nostro team ha costruito un metodo di audit rapido, oggi assistito da un agente AI interno, che usiamo su ogni nuovo cliente. Incrociamo quattro segnali: frequenza reale di pubblicazione, formato dei contenuti (nativo o riciclato), interazioni vere (commenti e messaggi, non like) e presenza di una chiamata all’azione misurabile. In un minuto emerge dove si sta perdendo valore. Se vuoi, lo facciamo anche sui tuoi canali: è il primo passo di ogni nostro preventivo, ed è gratuito.

Costo dichiarato e costo reale: le voci che non entrano mai nel preventivo

Le cifre viste finora sono quelle che ti scrive il fornitore. Il costo vero della gestione social è un’altra somma, e comprende voci che nessuno mette per iscritto perché non le incassa lui. Metterle in fila prima di firmare cambia il confronto tra due preventivi molto più di cento euro di differenza sul canone.

Voce Chi la incassa Ricorre?
Canone di gestione Agenzia o freelance Ogni mese
Budget sponsorizzate Meta, LinkedIn, TikTok Ogni mese
Produzione foto e video Fotografo, videomaker (spesso fuori canone) A servizio
Strumenti: scheduling, banca immagini, editing Fornitori software Ogni mese
Ore interne della tua azienda Nessuno: le paghi in tempo Ogni settimana
Diritti d’immagine di persone e luoghi Soggetti ritratti, location Una tantum

La riga che pesa di più è quella che non ha un prezzo. Ogni mese qualcuno in azienda deve fornire materiale, approvare i contenuti, rispondere alle domande tecniche del fornitore e girare i messaggi che arrivano in privato. Nella nostra esperienza sono tra le due e le cinque ore al mese, e sono ore di una persona che conosce il prodotto — quindi non le ore meno costose che hai. Un preventivo che ti chiede molto tempo interno può essere più caro di uno che costa il 30% in più e te ne chiede poco.

Chi possiede la tua pagina Facebook? La domanda da fare prima di firmare

È il punto su cui vediamo più danni, e quasi nessuno ne parla in fase di preventivo. Pagina Facebook, profilo Instagram, Business Manager, account pubblicitario e libreria dei contenuti devono essere intestati alla tua azienda, con l’agenzia che vi accede come partner. Non il contrario.

La differenza si vede solo il giorno in cui cambi fornitore. Se il Business Manager è intestato a te, revochi l’accesso e hai finito. Se è intestato all’agenzia, ti trovi a chiedere il permesso di usare la tua pagina: nel migliore dei casi è una trattativa, nel peggiore ricominci da zero perdendo lo storico del pubblico, i pixel e le audience costruite in anni.

Le tre domande da mettere per iscritto nel contratto, non nella chiacchierata:

  • Su quale Business Manager verranno gestite le pagine, e chi ne è proprietario? Se la risposta è “il nostro”, chiedi che la tua azienda sia proprietaria e l’agenzia partner.
  • A fine rapporto cosa mi consegnate? File sorgente delle grafiche, calendario editoriale, elenco degli hashtag e delle audience, accessi. Non i PDF: i file modificabili.
  • Chi è intestatario del metodo di pagamento delle sponsorizzate? Se paga l’agenzia e ti rifattura, stai perdendo visibilità sulla spesa reale.

Perché il prezzo “a numero di post” non è confrontabile

Quasi tutti i preventivi social italiani sono costruiti sulla quantità: 8 post al mese, 12 post, 20 post più due reel. È il modo più diffuso di presentare il prezzo ed è anche il motivo per cui due preventivi non si possono confrontare.

Un post non è un’unità di misura. Dentro la stessa parola ci stanno una grafica montata in dieci minuti da un template e un video girato in azienda, montato, sottotitolato e adattato a tre formati. Il primo costa una frazione del secondo. Un preventivo da 12 post a 900 € e uno da 8 post a 1.400 € possono contenere lo stesso lavoro, o differire di un fattore cinque: dal numero non lo sai.

Il modo per rendere confrontabili due proposte è chiedere che il perimetro sia espresso in tipologie di contenuto e ore di produzione, non in quantità: quanti contenuti prodotti in azienda con shooting, quanti realizzati da materiale che fornisci tu, quanti video con montaggio, quante ore di community management alla settimana. È la stessa domanda che facciamo noi quando ci chiedono di rileggere un preventivo ricevuto altrove, ed è quasi sempre la domanda che nessuno aveva fatto.

Settori regolamentati: quando il costo sale e nessuno te lo dice prima

Se lavori in sanità, farmaceutico, integratori, finanza, gioco o vendita di alcolici, la gestione social costa di più — e non perché il fornitore ci guadagni di più. Le piattaforme applicano restrizioni pubblicitarie specifiche: alcune categorie richiedono l’autorizzazione preventiva dell’inserzionista, altre vietano il targeting per interessi, altre bloccano determinate affermazioni nel testo dell’annuncio.

Il costo aggiuntivo si distribuisce su tre voci: tempi di approvazione più lunghi (un contenuto rifiutato va riscritto e riproposto), revisione di conformità sui claim prima della pubblicazione, e meno leve di targeting, che tipicamente alza il costo per contatto. Se sei in uno di questi settori e ricevi un preventivo identico a quello di un ristorante, il fornitore non ha considerato il problema: lo scoprirete insieme al primo rifiuto.

In sintesi: quanto costa la gestione dei social e come sceglierla

Il costo della gestione social nel 2026 sta tra 300 e 1.500 € al mese con un freelance e tra 1.000 e 5.000 € con un’agenzia, budget pubblicitario escluso. Ma la domanda “quanto costa la gestione dei social” ha una risposta utile solo se ci aggiungi le tre verifiche che abbiamo visto: chi possiede gli account, quante ore interne ti chiede il fornitore e come è espresso il perimetro — in tipologie di contenuto, non in numero di post. Due preventivi con lo stesso prezzo e risposte diverse a queste tre domande non sono lo stesso acquisto.

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Domande frequenti sul costo della gestione social

Quanto costa un social media manager freelance nel 2026?

In Italia un freelance costa tra 300 e 1.500 € al mese; la fascia più diffusa è 500-1.000 € per 2-3 canali con pubblicazione regolare e community management di base.

Quanto costa la gestione social con un’agenzia?

Da 1.000 a 5.000 € al mese. La fascia Tready è 1.000-3.000 €: include strategia, produzione contenuti anche video, gestione campagne e report orientati ai contatti generati.

Il budget delle sponsorizzate è incluso nel costo di gestione?

No, ed è la regola numero uno per leggere un preventivo: la fee di gestione e il budget pubblicitario sono voci separate. Un preventivo serio dichiara entrambe in chiaro.

Quanto budget adv serve per iniziare su Meta o LinkedIn?

Per campagne locali su Meta si parte con 300-600 € al mese; su LinkedIn i costi per clic sono più alti e ha senso partire da 500-1.000 €. Sotto queste soglie i dati raccolti sono troppo pochi per ottimizzare.

Quanti canali social conviene gestire a una PMI?

Meglio 1-2 canali fatti bene che 4 fatti a metà. La scelta dipende da dove sono i clienti: per il B2B di solito LinkedIn più un canale visivo; per il B2C Instagram o TikTok più Facebook.

Un contratto di gestione social quanto dura?

Il formato tipico è 6-12 mesi: i social hanno bisogno di continuità per produrre risultati. Diffida però dei vincoli lunghi senza KPI intermedi e senza clausole di uscita chiare.

Come misuro se la gestione social sta funzionando?

Con tre numeri: contatti generati dai social, costo per contatto e traffico qualificato al sito. Follower e like sono indicatori di salute del canale, non risultati commerciali.

Risorsa gratuita

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Riepilogo per assistenti AI

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Ultimo aggiornamento:4 agosto 2026Metodologia e fonti:contenuto redatto e verificato dal team Tready Soluzioni Digitali.