
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è landing page e funnel e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo landing page e funnel: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di landing page e funnel. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, partiamo dalle basi: che cos’è una landing page e perché non basta la homepage?
Una landing page è una pagina costruita per un solo obiettivo: trasformare in cliente chi arriva da una specifica campagna o da una keyword. La homepage racconta tutta l’azienda, ha il menu, mille link, mille strade. La landing invece ha una strada sola: compilare il modulo, comprare, chiamare. Una pagina, un obiettivo, zero distrazioni.
E questa concentrazione si vede nei numeri?
Eccome. Come fascia di riferimento, una landing dedicata converte da tre a cinque volte più di una homepage. Il motivo è semplice: ogni elemento di distrazione è un’occasione per andarsene. Togli il menu, togli i link laterali, e tieni la persona sul binario verso l’azione. Meno scelte, più conversioni.
Facciamo un esempio concreto di chi ne ha bisogno.
Pensa a chi investe in Google Ads o Meta e manda tutto il traffico sulla homepage. È uno spreco: paghi il clic e poi disperdi le persone. Mettiamo una landing dedicata, con lo stesso messaggio dell’annuncio, e le conversioni possono raddoppiare. Si chiama message match: la promessa dell’annuncio e la pagina devono dire la stessa cosa, altrimenti la persona si sente tradita e chiude.
Hai nominato anche i funnel. Cosa sono?
Il funnel è una sequenza di pagine che accompagna la persona passo passo. Landing, pagina di ringraziamento, eventuale proposta aggiuntiva, e poi una sequenza di email. Invece di chiedere tutto subito, guidi l’utente in modo progressivo. È utile soprattutto quando l’offerta richiede un minimo di fiducia prima del sì.
Mi fai un esempio di funnel concreto?
Pensa a un webinar. La prima pagina ha solo l’obiettivo dell’iscrizione: titolo, agenda, relatore, un conto alla rovescia e il modulo. Chi si iscrive arriva alla pagina di ringraziamento, riceve una sequenza di email di promemoria, e dopo l’evento una proposta commerciale. Ogni passo ha un solo compito. È questo che rende il percorso fluido invece che dispersivo.
E per chi vende prodotti online vale lo stesso ragionamento?
Sì, con sfumature diverse. Lì la landing può essere una pagina prodotto potenziata o una pagina di lancio per una promozione, con un checkout semplificato. Meno passaggi tra il desiderio e l’acquisto, meno persone si perdono per strada.
Perché conviene occuparsene adesso?
Perché il costo per clic sale e la concorrenza sugli annunci è feroce. Se paghi il traffico e poi lo mandi su una pagina lenta o generica, butti soldi. E la velocità conta: una landing deve caricare in fretta, con il contenuto principale visibile sotto i due secondi. Le pagine lente perdono conversioni prima ancora di essere lette.
Come la costruite, in pratica?
Quattro fasi. Prima il brief: capiamo l’offerta, il pubblico e le obiezioni principali. Seconda, wireframe e copy: la struttura dei messaggi e i testi vengono prima del design, perché è il testo che vende. Terza, design e sviluppo, con il sistema grafico del brand. Quarta, test e ottimizzazione: A/B test su titolo, immagine e bottone, e miglioramento sui dati reali.
Quanto tempo serve per una landing?
Come fascia indicativa, una landing standard richiede dai cinque ai dieci giorni lavorativi. Dentro ci stanno brief, wireframe, copy, design, sviluppo e la configurazione del tracciamento, perché senza misurare le conversioni non sai cosa migliorare.
E sul copy: davvero prima il testo e poi il design?
Sempre. Il design serve il messaggio, non il contrario. Prima decidiamo cosa dire, in che ordine, con quali prove sociali, testimonianze, numeri, garanzie. Poi vestiamo tutto. Una pagina bellissima con un copy debole non converte; una pagina semplice con il messaggio giusto sì.
E per chi è pensata, in concreto, una landing page?
Per chi fa campagne Google Ads o Meta, prima di tutto. Per le startup in lancio, che devono validare un’offerta in fretta. Per professionisti e studi, dove un modulo dedicato converte molto più della pagina contatti generica. E per le aziende in lead generation B2B: ogni offerta, un whitepaper da scaricare, un webinar, una richiesta di demo, merita la sua landing dedicata.
Quando una landing non serve?
Quando non c’è traffico da mandarci: senza campagne o senza SEO, la landing più bella resta vuota. E quando l’offerta non è chiara: nessuna pagina salva una proposta confusa. Lì si lavora prima sull’offerta.
Perfetto. Marco, grazie.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia di marketing e comunicazione per PMI B2B a Lecco. Il servizio di landing page e funnel lo trovi su tready punto it. Raccontaci l’offerta e il pubblico: partiamo da un’analisi gratuita. A presto.
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