
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è seo per e-commerce e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo seo per e-commerce: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di SEO per e-commerce. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, perché un negozio online dovrebbe investire in SEO se può semplicemente pagare la pubblicità?
Perché con la pubblicità paghi ogni singolo clic, per sempre. Con la SEO costruisci traffico organico che ha un costo marginale decrescente: una volta che una pagina si posiziona, porta ordini ogni giorno senza budget aggiuntivo. È la differenza tra affittare e possedere.
Cosa si ottimizza, concretamente, in un e-commerce?
Tre livelli. L’architettura del catalogo: categorie, filtri, URL semantici, breadcrumb, la navigazione a faccette gestita bene. Poi le schede prodotto: titoli, meta description, testi unici per evitare i contenuti duplicati, lo schema Product, le recensioni. E infine l’autorità del dominio, cioè i link da siti di settore.
Hai detto contenuti duplicati. Perché sono un problema così grosso?
Perché un e-commerce ne genera a valanga. Lo stesso prodotto in più categorie, descrizioni copiate dal produttore, varianti di colore con pagine quasi identiche. Google fatica a capire quale pagina premiare e diluisce il valore. Sistemare i canonici, la paginazione e i testi unici è metà del lavoro.
E la parte più tecnica? Spesso si pensa alla SEO solo come parole chiave.
La tecnica è la fondamenta. Se Google fa fatica a leggere il sito, tutto il resto perde efficacia. Parliamo di paginazione gestita bene, di URL canonici, di prodotti esauriti, di hreflang quando vendi in più lingue, di velocità e dei cosiddetti Core Web Vitals. Un e-commerce è grande e complesso: se il crawling si perde tra pagine inutili, le pagine che vendono ricevono meno attenzione.
E i contenuti che non sono schede prodotto? Servono davvero?
Servono moltissimo. Guide all’acquisto, comparazioni, articoli informativi: intercettano le persone nella fase di ricerca, quando stanno ancora decidendo, e le portano dentro al funnel. È lì che costruisci fiducia prima che arrivino sulla scheda prodotto. E sono anche le pagine che attirano link in modo naturale.
Mi fai un esempio concreto?
Prendi un e-commerce che dipende troppo dagli annunci: ogni vendita costa, e se spegni il budget il traffico crolla. Sistemiamo l’architettura, ottimizziamo le categorie principali sulle ricerche ad alto valore commerciale, scriviamo schede uniche, aggiungiamo guide all’acquisto. Nel giro di qualche mese arriva traffico che prima pagavi e che adesso è gratis.
Quanto tempo serve per vedere risultati?
Le prime categorie iniziano a muoversi, come fascia di riferimento, in tre, sei mesi. I risultati stabili arrivano tra sei e dodici mesi. Le schede prodotto su ricerche molto specifiche, le cosiddette long-tail, possono posizionarsi anche più in fretta. La SEO premia chi resta.
Conta la piattaforma? Shopify, WooCommerce, Magento.
Tutte e tre si ottimizzano. Cambia la flessibilità: WooCommerce e Magento permettono interventi SEO più profondi, Shopify ha qualche limite strutturale che si aggira con lavoro tecnico. Noi lavoriamo su tutte dal duemila tredici, quindi conosciamo le specificità di ciascuna.
E i prodotti esauriti? È un dubbio classico.
Dipende dalla strategia. Se il prodotto tornerà, si tiene la pagina con il segnale di indisponibilità. Se è esaurito per sempre, si fa un redirect permanente alla categoria. Gestirlo bene preserva il valore SEO che hai accumulato, invece di buttarlo.
Per chi è più adatta la SEO e-commerce?
Per chi dipende troppo dagli ads e vuole abbassare il costo di acquisizione. Per chi lancia da zero e vuole partire con una struttura corretta, evitando mesi di correzioni. Per chi sta migrando di piattaforma e rischia di perdere il posizionamento. E per il B2B con cataloghi vasti, dove le ricerche hanno poco volume ma altissimo valore.
E quando la SEO non è la scelta giusta?
Quando servono vendite domani: lì parte la pubblicità. E quando non c’è continuità. Tre mesi e poi stop non bastano: la SEO è un investimento che matura nel tempo. Per questo la affianchiamo al PPC, che dà risultati subito, mentre l’organico costruisce il lungo periodo.
E i link? Quanto contano ancora?
Contano, ma vanno presi sul serio. Parliamo di backlink da siti di settore, blog di categoria, directory di qualità: link che danno autorità al dominio. Non numeri gonfiati comprati a caso, che oggi fanno più male che bene. Per un e-commerce, un link da un sito autorevole del tuo settore vale più di cento link spazzatura.
Approccio completo, quindi.
Sì: tecnica e contenuto insieme, con risultati misurabili. Anche per l’organico ragioniamo in termini di ritorno, non di vanità. E se vendi anche su un marketplace come Amazon, ottimizziamo in parallelo la visibilità su entrambi.
Chiarissimo. Marco, grazie.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia di marketing e comunicazione per PMI B2B a Lecco. La SEO per e-commerce la trovi su tready punto it. E se vuoi sapere da dove partire, cominciamo da un’analisi gratuita del tuo negozio. A presto.
Tready è l’agenzia di marketing e comunicazione che trasforma questi temi in risultati concreti. Partiamo da un’analisi gratuita della tua presenza online.