
Un episodio del podcast di Tready: Giulia e Marco spiegano, in pochi minuti e senza tecnicismi, cos’è campagne ppc per e-commerce e come usarlo in una PMI.
In questa puntata di Caravaggio Marketing affrontiamo campagne ppc per e-commerce: che cos’è, perché conta per un’azienda e come si applica nella pratica. Un dialogo a due voci, concreto e diretto, pensato per chi vuole capire davvero senza perdersi nel gergo. Qui sotto trovi anche la trascrizione completa.
Benvenuti a Caravaggio Marketing, il podcast di Tready. Sono Giulia, e oggi parliamo di campagne PPC per e-commerce. Con me c’è Marco, di Tready. Marco, perché una campagna a pagamento per un negozio online è diversa da una campagna normale?
Perché cambia la metrica che conta. In una campagna per acquisire contatti guardi il costo per contatto. In un e-commerce guardi il ROAS, cioè il ritorno sulla spesa pubblicitaria: ogni euro investito deve generare un certo numero di euro di vendite. E soprattutto guardiamo il margine, non solo il fatturato. Far girare tanti soldi a margine zero non serve a nessuno.
Quali sono le campagne principali?
La spina dorsale è Google Shopping: mostra i tuoi prodotti, con foto e prezzo, a chi sta cercando esattamente quello che vendi. Poi c’è Performance Max, che usa l’intelligenza artificiale di Google su tutti i canali insieme. Le Search proteggono il brand e catturano chi ti cerca per nome. E infine il remarketing dinamico, che ripropone i prodotti già visti o messi nel carrello.
Il remarketing dinamico funziona davvero?
È quasi sempre la campagna con il ritorno più alto. Come fascia di riferimento di mercato parliamo di un ROAS tra cinque e dieci volte, perché stai parlando a chi era già a un passo dall’acquisto. Recuperi persone che avevano quasi comprato.
Mi fai un esempio concreto?
Pensa a un e-commerce multi-categoria, con prodotti che hanno margini molto diversi tra loro. Se metti tutto nella stessa campagna, l’algoritmo spinge ciò che vende di più, non ciò che guadagna di più. Noi separiamo: una struttura per i best-seller, una per i nuovi arrivi, una per le offerte, e gestiamo il budget categoria per categoria. Così il ritorno regge su ogni segmento.
E il feed prodotti, quanto pesa?
Tantissimo. Il feed su Merchant Center è il carburante di Shopping e Performance Max. Titoli con le parole giuste, descrizioni complete, immagini pulite, prezzi aggiornati, attributi corretti. Un feed ottimizzato bene, come fascia indicativa, può alzare le impression anche del trenta, cinquanta per cento. È lavoro poco visibile ma decisivo: senza un buon feed, anche la migliore strategia di offerta gira a vuoto.
E Performance Max? Tutti ne parlano, ma è davvero meglio di Shopping?
Non è meglio, è diverso. Shopping ti dà più controllo su offerte e parole chiave. Performance Max usa l’intelligenza artificiale di Google e lavora su tutti i canali insieme, ma ha bisogno di asset creativi di qualità e di abbastanza dati di conversione per imparare. Spesso la risposta giusta è usarli entrambi, dividendosi i compiti. Da soli, su un account piccolo, può anche fare danni se lo lasci senza guida.
Come partite, in pratica?
Quattro passi. Primo, audit dell’account e del feed: vediamo dove si perdono soldi. Secondo, ristrutturiamo le campagne per categorie, margini e priorità. Terzo, sistemiamo il tracciamento: transazioni su Analytics quattro, value-based bidding, conversioni offline quando servono. Quarto, ottimizzazione continua, con review settimanale di bid, creatività e feed.
Parliamo di ROAS realistico. Che numeri ci si può aspettare?
Dipende dalla categoria, dal prezzo medio, da quanto è competitivo il settore. Come fascia di mercato, un e-commerce ben ottimizzato sta tra tre e otto volte. Ma non promettiamo un numero preciso prima di aver guardato l’account: sarebbe disonesto.
E quando il PPC non è la mossa giusta?
Quando il sito converte male. Se la scheda prodotto è confusa, la spedizione poco chiara o il checkout complicato, portare traffico a pagamento significa pagare per far scappare le persone. Prima si sistema il negozio, poi si accende il rubinetto. E quando il margine è troppo basso per sostenere il costo per clic: in quei casi conviene puntare di più sull’organico.
Quindi PPC e SEO insieme.
Esatto. Il PPC porta vendite subito, la SEO costruisce traffico che non si spegne quando finisce il budget. Noi gestiamo feed, struttura e ottimizzazione del ritorno con un unico team, da Google Partner. È così che ogni clic ha la possibilità di diventare un ordine.
Un’ultima cosa, sul tracciamento. Perché ci tieni così tanto?
Perché senza dati buoni l’algoritmo è cieco. Se le transazioni non arrivano corrette ad Analytics, Google ottimizza su segnali sbagliati e spende male i tuoi soldi. Per questo nel nostro processo il tracciamento viene prima dell’ottimizzazione: prima misuri bene, poi spingi. È la parte meno glamour, ma è quella che separa una campagna che cresce da una che brucia budget.
Chiarissimo. Marco, grazie.
Grazie a voi.
Questo era Caravaggio Marketing, di Tready, agenzia di marketing e comunicazione per PMI B2B a Lecco. Le campagne PPC per e-commerce le trovi su tready punto it. E se vuoi sapere dove stai perdendo, partiamo da un’analisi gratuita delle tue campagne. A presto.
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