Shopify ti dà un negozio che funziona subito e una struttura di URL che non puoi cambiare. La SEO su Shopify è il lavoro di ottenere il massimo dentro quei vincoli, non di fingere che non esistano.
Shopify è una piattaforma chiusa: non gestisci il server, non tocchi la configurazione, non scegli la struttura degli indirizzi. In cambio ottieni un negozio veloce da mettere online, sicuro e aggiornato senza manutenzione. Questo scambio ha conseguenze precise sulla SEO, e quasi nessuno te le spiega prima di firmare un preventivo. La differenza fra uno store Shopify che porta ordini dall'organico e uno che vive solo di campagne non sta in un plugin: sta nel modo in cui sono costruiti catalogo, contenuti e collegamenti interni dentro quei vincoli.
Shopify impone /products/, /collections/, /pages/, /blogs/. Non si eliminano e non si rinominano. Si lavora sulla parte finale dell'indirizzo, sulla profondità del catalogo e sui reindirizzamenti quando un prodotto cambia nome.
Ogni prodotto è raggiungibile sia da solo sia dentro una collezione. Il tag canonico esiste, ma i collegamenti interni del tema spesso puntano alla versione dentro la collezione: si sistemano nel tema, non con un'app.
La navigazione a faccette genera indirizzi con parametri che possono essere scansionati a migliaia. Si governa con il file robots, con i tag canonici e con le scelte su quali filtri esporre.
Un solo livello, niente categorie vere, solo tag. Chi vuole costruire un impianto di contenuti serio deve progettare la struttura a mano, altrimenti dopo trenta articoli non si trova più niente.
L'infrastruttura Shopify è veloce. A rallentare sono il tema e le app installate, che aggiungono script su ogni pagina. Si misura sul campo e si toglie quello che non serve.
Quasi tutti i temi generano il markup del prodotto, spesso parziale o duplicato. Va verificato e completato: è anche il modo in cui i motori generativi capiscono cosa vendi.
Scansione del catalogo, indirizzi duplicati, tag canonici, pagine scansionate ma non indicizzate, velocità reale sul campo. Prima di proporre qualcosa, guardiamo cosa c'è.
Quali collezioni meritano una pagina che si posiziona, quali sono solo un filtro, come si collegano fra loro. È la parte che sposta di più e quasi nessuno la tocca.
Titoli, descrizioni, intestazioni, collegamenti interni, dati strutturati e immagini si sistemano nel tema, non prodotto per prodotto. Una volta fatto, vale per tutto il catalogo.
Guide all'acquisto e confronti che intercettano chi sta ancora scegliendo, e un cruscotto che dice quali collezioni portano ordini, non solo visite.
Le vendite si fermano il giorno in cui spegni il budget. L'organico non sostituisce le campagne, ma abbassa il costo di acquisizione medio.
Impostare bene collezioni, indirizzi e contenuti prima che il catalogo cresca costa una frazione di quanto costa sistemarli dopo.
Il momento più delicato. Una mappa dei reindirizzamenti fatta bene conserva il posizionamento; fatta male lo azzera in una settimana.
Listini riservati, prezzi per cliente, ricerche molto specifiche e poco volume. Serve un impianto diverso da quello di un negozio al consumatore.
Sviluppiamo e ottimizziamo negozi online dal 2013 su Shopify, WooCommerce e Magento. Vuol dire che sappiamo quando Shopify è la scelta giusta e quando è un limite, e lo diciamo prima di iniziare.
Ogni progetto Tready ha un responsabile e uno specialista di riferimento. Nessun passaggio di mano, nessun lavoro dato fuori. Tready ha sede a Lecco e segue aziende in tutta Italia.

Analisi del catalogo e degli indirizzi, con i problemi elencati e l'ordine in cui li affronteremmo.